La dicotomia paese-città
1. La dicotomia paese-città
La distinzione tra paese e città in Italia si basa su una visione storica ed evolutiva che ha spesso stigmatizzato il paese come luogo di arretratezza, immobilismo e passatismo, contrapponendolo alla città, simbolo di modernità, innovazione e democrazia.
a) Visione storica e stereotipi
- Il paese è stato associato a:
- immobilismo sociale e culturale,
- clientelismo,
- resistenza al cambiamento.
- La città è invece vista come:
- motore di progresso,
- accelerazione urbana,
- innovazione tecnologica e sociale,
- crescita demografica.
b) Conseguenze demografiche e territoriali
- In Italia esistono circa 1000 paesi e frazioni abbandonate, soprattutto in aree montane.
- Dal 1951 a oggi, nonostante una crescita complessiva di 12 milioni di abitanti, le aree montane e interne hanno perso circa 1 milione di persone.
- Questo fenomeno è legato all’abbandono delle comunità rurali e alla concentrazione della popolazione nelle grandi città e nelle aree urbane.
c) Il contesto globale e urbano
- La tendenza all’urbanizzazione è globale: si osservano fenomeni come le megacities (es. Chongqing in Cina con 32 milioni di abitanti).
- L’urbanizzazione accelera la polarizzazione tra centri urbani e periferie rurali, accentuando la dicotomia paese-città.
d) Il dibattito attuale in Italia
- Negli ultimi anni si è riaperto il dibattito sulle aree interne e i piccoli centri a rischio spopolamento.
- La sfida è trovare nuove strategie per contrastare l’abbandono dei paesi e valorizzare le comunità locali.
À retenir : La dicotomia paese-città in Italia riflette una visione storica che associa il paese all’immobilismo e la città alla modernità, con conseguenze demografiche e territoriali significative, soprattutto nelle aree interne e montane.
L'Italia delle aree interne
1. Le aree interne in Italia: definizione e importanza
Le aree interne sono territori caratterizzati da una significativa distanza dai centri di offerta di servizi essenziali. Queste zone coprono circa il 60% del territorio nazionale, comprendono il 52% dei comuni ma ospitano solo il 22% della popolazione italiana.
Sono aree ricche di risorse ambientali e culturali e presentano una forte diversificazione dovuta a processi secolari di antropizzazione.
2. Il contesto recente e la rilevanza politica
- Le aree interne sono diventate un tema centrale nell’agenda nazionale, sia politica che mediatica.
- La pandemia di Covid-19 (2020-2022) ha evidenziato la fragilità del modello metropolitano, mettendo in luce i vantaggi della vita nei piccoli centri, come:
- Maggiore solidarietà sociale
- Rapporto più stretto con il territorio
- Maggiore coscienza di luogo e spazio
3. Strategia Nazionale per le Aree Interne (S.N.A.I.)
- Avviata nel 2013 dall’Agenzia per la Coesione Territoriale (soppressa nel 2023) sotto la guida di Fabrizio Barca, Ministro per la Coesione Territoriale.
- Obiettivi principali:
- Contrasto alla marginalizzazione delle aree interne
- Fermare il declino demografico
- Promuovere uno sviluppo territoriale basato su un approccio place based, cioè adattato alle specificità locali.
Le aree interne sono territori lontani dai servizi essenziali ma ricchi di risorse ambientali e culturali, la cui valorizzazione è fondamentale per contrastare marginalizzazione e declino demografico.
Vuoti o pieni dell'Italia delle aree interne
Le definizioni delle aree interne in Italia si basano sul grado di accessibilità dei cittadini ai servizi pubblici essenziali, quali:
- Vicinanza alle strutture sanitarie pubbliche
- Accesso facilitato all’istruzione secondaria
- Prossimità alle infrastrutture di mobilità
1. Caratteristiche delle aree interne
- Sono territori fragili e periferici, distanti dai principali centri di offerta dei servizi essenziali.
- Spesso sono abbandonati o poco supportati, ma rappresentano l’Italia più autentica, con un forte valore culturale e insediativo.
- La loro esigenza primaria è poter continuare a residere o ritornare in questi luoghi.
2. Dati SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne)
| Ciclo | Numero di Comuni | Popolazione interessata | Note |
|---|---|---|---|
| 2014-2020 | 1060 | ~2.072.718 abitanti | 72 Aree di Progetto selezionate |
| 2021-2027 | 1904 | ~4.570.731 abitanti | Aree di progetto ampliate |
3. Diversità geografica
- Le aree interne comprendono zone montane e rurali, con caratteristiche territoriali molto diverse.
4. Criticità e potenzialità
- Le aree interne sono identificate principalmente per la loro fragilità e perifericità rispetto ai vettori di sviluppo territoriale (De Rossi, 2018).
- Le analisi macro spesso non riescono a cogliere i potenziali di azione e organizzazione dal basso, ovvero le risorse e le dinamiche locali che potrebbero favorire uno sviluppo sostenibile.
Le aree interne rappresentano territori fragili ma ricchi di cultura e potenzialità, la cui sfida è mantenere o recuperare la capacità di vivere e svilupparsi nonostante la marginalità rispetto ai servizi essenziali.
Un'inversione di tendenza: il centro in periferia
L’interesse per le aree interne e i paesi si è evoluto da una visione che li considerava semplicemente come frammenti del passato o resistenze alla modernizzazione, a un approccio che li vede come luoghi di potenziale innovazione. Questo cambiamento ha dato origine a diversi movimenti culturali e scientifici, come:
- Riabitare l’Italia (a cura di A. De Rossi, Donzelli)
- Manifesto per riabitare l’Italia (Carmine Donzelli e Domenico Cersosimo)
Questi movimenti si basano su ricerche interdisciplinari (geografiche, urbanistiche, economiche, sociologiche) che invitano a ripensare il rapporto tra città e campagna.
1. Nuova civiltà territoriale: caratteristiche chiave
- Decentramento: spostamento del focus dal centro urbano alle aree periferiche.
- Rispetto dell’ambiente: valorizzazione delle risorse naturali e sostenibilità.
- Deurbanizzazione: riduzione della concentrazione urbana per favorire la qualità della vita nelle aree interne.
- Politiche territoriali: promozione di saperi e pratiche tradizionali di lunga durata, da riscoprire e valorizzare.
Questa visione si ispira al concetto di bio-regione di Magnaghi, che sottolinea l’importanza di un territorio inteso come unità ecologica e culturale da preservare e rigenerare.
2. Critica alla mediatizzazione e vetrinizzazione turistica
- Le aree interne rischiano di essere ridotte a “paese-borgo” vetrina, cioè trasformate in attrazioni turistiche senza un reale sviluppo sostenibile.
- Si sottolinea la necessità di evitare una mera spettacolarizzazione, per non perdere l’autenticità e la vitalità dei territori.
À retenir : L’inversione di tendenza consiste nel riconoscere le aree periferiche come centri di innovazione culturale e territoriale, promuovendo un modello di sviluppo basato su decentramento, sostenibilità e valorizzazione delle pratiche locali.
Il progetto PRIN: Abitare i margini oggi
1. Il progetto PRIN 2020: "Abitare i margini oggi"
Obiettivo: Ricerca antropologica ed etnografica su 22 piccoli paesi italiani (fino a 15.000 abitanti), distribuiti dal nord al sud Italia, per esplorare le forme di vita e le pratiche di abitare nei margini territoriali.
2. Contesto e importanza dei piccoli paesi
- I borghi sono spesso visti come risorse turistiche o come "borghi mediatici" (paesi trasformati da fenomeni di vetrinizzazione e svuotamento, con diffusione di B&B).
- Nonostante le difficoltà pratiche, le piccole comunità resistenti rappresentano luoghi fondamentali per immaginare il futuro dell’umanità.
- Offrono un’alternativa al modello urbano concentrato, proponendo un sogno di cambiamento per chi vive nelle città.
A ricordare: Le piccole comunità, pur marginali, sono laboratori di buone pratiche e di nuove possibilità di vita.
3. Caratteristiche del progetto PRIN
| Aspetto | Descrizione |
|---|---|
| Durata | 2022-2025 |
| Coordinamento | 5 università italiane: Perugia (capofila), Siena, Roma Sapienza, Basilicata, Torino |
| Campione | 22 paesi italiani, piccoli (max 15.000 abitanti), distribuiti su tutto il territorio nazionale |
| Metodo | Approccio etnografico ravvicinato e comparativo |
| Focus | Dimensioni di vita localmente concepite e praticate |
4. Tre parole chiave del progetto
| Parola | Significato chiave |
|---|---|
| Abitare | Non solo come dimensione domestica (consumo, stili di vita, agentività), ma anche sociale e culturale |
| Margini | Spazi periferici o marginali rispetto ai grandi centri urbani, con dinamiche specifiche |
| Paese/Paesi | Piccole comunità con identità e pratiche di vita proprie, oggetto di studio antropologico |
5. Definizione di Abitare nel progetto
- Abitare è inteso in senso ampio, non limitato alla casa o al consumo.
- Include la dimensione sociale, culturale e affettiva, ovvero come le persone vivono, interpretano e trasformano il loro spazio di vita.
- L’abitare è quindi un processo dinamico che coinvolge relazioni, pratiche quotidiane e significati condivisi.
In sintesi: Il progetto PRIN "Abitare i margini oggi" studia come le piccole comunità italiane, spesso marginali, costruiscono forme di vita e pratiche di abitare che possono offrire modelli alternativi e sostenibili rispetto all’urbanizzazione concentrata.
Tre parole chiave: abitare, margini, paese
1. Abitare
- Abitare è un processo culturale e spaziale, una pratica collettiva che trasforma il mondo e incorpora lo spazio sociale (Warnier 2001).
- È un modus operandi, una combinazione di forme corporee strutturate (habitus) e disposizioni ad agire (Ingold 2001).
- Coinvolge azioni creative e sperimentali, plasmando le vite quotidiane e stabilendo una relazione di consuetudine con l’ambiente (de Certeau et al. 1980).
- Produce località attraverso rappresentazioni e azioni pubbliche, definendo un senso del luogo.
- Il risultato di abitare nasce dall’interazione tra:
- la storia sedimentata dei luoghi (economica, sociale, materiale, di potere),
- i vincoli imposti dalla configurazione spaziale,
- la capacità di agire (agency),
- i tentativi di definire appartenenze e immaginari locali.
2. Paese / Paesi
- Il termine paese ha un’ambivalenza semantica:
- una dimensione spaziale oggettiva,
- una dimensione sentimentale legata alla costruzione del sé e delle appartenenze locali (Clemente 2010).
- Esiste una dialettica tra la dimensione locale e quella nazionale, con un gioco di appartenenze a più livelli.
3. Margine
| Aspetto | Descrizione |
|---|---|
| Dimensione materiale | Il margine è una zona lasciata in disparte, costruita in opposizione al centro. |
| Dimensione simbolica | Il margine ha una produzione simbolica che definisce identità e differenze rispetto al centro. |
Il margine è sia uno spazio fisico che un costrutto simbolico, fondamentale per comprendere la costruzione del centro e delle identità territoriali.
Criticità e risorse dei margini
1. Criticità e risorse dei margini
a) Margini come marcatori di status e antropologia politica
- La metafora di Rossi-Doria distingue tra "polpa" (aree di pianura con sviluppo socio-economico) e "osso" (aree montane marginali).
- I margini sono prodotti dalle pratiche che definiscono i centri, creando così periferie.
- Lo studio etnografico dei margini è una forma di antropologia politica dello Stato (Das, Poole 2004).
- La dimensione etico-politica del margine implica la necessità di ricollocare i margini al centro, valorizzando i mondi minori e le località (Clemente 2017).
- Il margine è visto come una dimensione di possibilità e un luogo di storytelling positivo.
- I margini rappresentano "mondi locali", forme specifiche di abitare dove si attuano valori comunitari e azioni consapevoli di cittadinanza.
b) Dimensione emica
- La definizione di margine dipende dal punto di vista adottato, sottolineando la relatività della marginalità.
2. Criticità dei margini
| Criticità principali | Descrizione sintetica |
|---|---|
| Spopolamento | Progressiva diminuzione della popolazione locale |
| Assenza di servizi essenziali | Scomparsa o carenza di servizi fondamentali |
| Mobilità e trasporti | Difficoltà negli spostamenti e accessibilità |
| Stigmatizzazione | Percezione negativa e marginalizzazione sociale |
| Scarse opportunità di lavoro | Limitate possibilità occupazionali |
| Rischio di borghizzazione/turisticizzazione | Perdita delle attività economiche tradizionali, sostituite da turismo o gentrificazione |
3. Risorse e possibilità dei margini
I margini offrono potenzialità performative, progressive e generative nell’abitare, che si traducono in:
- Forme e reti della socialità: creazione di legami comunitari forti e reti di supporto.
- Modalità coabitative e relazionali: pratiche di convivenza e relazioni sociali alternative e significative.
> Il margine non è solo un luogo di criticità, ma una dimensione di possibilità e innovazione sociale, dove si attuano valori comunitari fondamentali e azioni consapevoli di cittadinanza.
L'unità di ricerca Sapienza: etnografie locali
1. Unità di Ricerca Sapienza: etnografie locali
L'unità di ricerca della Sapienza (DISSE) si concentra su piccoli paesi italiani per analizzare le risorse e le possibilità che questi offrono per il futuro, in particolare attraverso l’abitare i margini.
2. Risorse e possibilità offerte dai piccoli paesi
- Performative, progressive e generative: modalità di abitare che favoriscono il benessere soggettivo e collettivo, migliorando la qualità della vita.
- Processi patrimonializzanti: valorizzazione della località attraverso la memoria e il legame con il territorio.
- Patrimoni culturali immateriali:
- Saperi locali tradizionali
- Ritualismo festivo
- Pratiche cultuali e religiose
- Forme coreutiche e musicali
- Conoscenze diffuse su ambiente e biodiversità
- Biodiversità: coltivata e allevata, elemento chiave per la sostenibilità locale.
3. I tre paesi studiati
| Paese | Regione | Popolazione | Elementi chiave studiati |
|---|---|---|---|
| Marta | Lazio | - | Pesca tradizionale, festa della Madonna del Monte, ritualismo festivo, elementi coreutici e musicali, creatività e partecipazione |
| Serino | Campania | - | Mascarata di Carnevale, ritualismo festivo |
| Fiamignano | Lazio | 1199 | Sagra della lenticchia di Rascino, biodiversità coltivata e allevata |
4. Funzione delle sagre e delle feste
- Le sagre sono dispositivi comunitari fondamentali per la coesione sociale e la trasmissione dei patrimoni culturali immateriali.
- Favoriscono la partecipazione collettiva e la valorizzazione delle risorse locali, rafforzando il legame tra comunità e territorio.
A ricordare: I piccoli paesi offrono risorse culturali, ambientali e sociali uniche che possono guidare processi di sviluppo sostenibile e di valorizzazione del territorio attraverso pratiche di abitare performative e generative.