RIMBORSI SPESE ANALITICI NEL TERRITORIO
COMUNALE
• Finora abbiamo visto le regole per i rimborsi spese al di fuori del
territorio comunale, ora vedremo le regole per il rimborso Spese
Analitico Per Trasferte Nel Territorio Comunale.
• nel caso di rimborso spese analitico per trasferte effettuate
all’interno del territorio comunale dove si trova la sede di
lavoro gli importi percepiti dal dipendente concorreranno alla
determinazione del reddito. Questo con la sola esclusione delle
spese di viaggio e trasporto, se documentate dai giustificativi di
spesa rilasciati dal vettore (è escluso il rimborso km.): sono
rimborsabili sono i biglietti dei mezzi di trasporto. Rimborsi Spese Al Lavoratore
Dipendente Misti
• Accanto al rimborso spese forfettario e a quello analitico
l’azienda ha la possibilità di effettuare dei rimborsi spese misti. Si
tratta di una soluzione intermedia tra il sistema del rimborso
analitico e quello forfettario. Questa soluzione prevede che venga
corrisposto oltre al rimborso analitico delle spese di vitto e
alloggio anche una indennità di trasferta. In particolare, il
rimborso misto prevede chè: • Nel caso di rimborso analitico delle spese di vitto e alloggio è
possibile che il datore di lavoro riconosca in aggiunta un’indennità
di trasferta forfettaria esente da tassazione nel limite di
• € 30,99 al giorno per le trasferte in Italia ed
• € 51,65 in caso di trasferte all’estero (si tratta di un’indennità forfetaria
pari a 2/3 di quella prevista dal metodo di rimborso forfettario); • La legge prevede infatti che in caso di rimborso spese misto,
l'ammontare della quota di indennità giornaliera di tipo
forfettario a cui il dipendente ha diritto, in totale esenzione da
tassazione, possa essere al massimo pari a 30.99 € al giorno
per le trasferte in Italia e 51.65 € al giorno per le trasferte all’
estero
• Come vedete per il caso del rimborso misto è difficile persino
ricavare notizie concordanti sul web. Il consiglio operativo che
mi sento di dare è quello di optare per il rimborso analitico o
ferfetario. Il rimborso misto infatti non l’ho mai usato. • Tuttavia, se è prassi aziendale procedere con il rimborso misto, non vi
potete opporre, in tal caso l’ulteriore consiglio che propongo è quello
di farsi scrivere dai superiori le modalità precise di rimborso da dare al
lavoratore, possibilmente per email in modo tale che eventuali errori
non vengano fatti ricadere su di Voi.
• Da quando è entrato in vigore il LUL, i rimborsi spese dovrebbero
essere inseriti direttamente in busta paga (di solito redatta dal
consulente del lavoro), quindi è anche possibile che siate coinvolti
nella questione solo come dipendenti in trasferta e che non dobbiate
trattare direttamente i rimborsi, se non dandone comunicazione allo
studio paghe per la corretta emissione delle stesse. I RIMBORSI KM
• Finora abbiamo visto la questione dei rimborsi spese del lavoratore in
trasferta, all’interno delle spese di trasferta vi è poi il rimborso km per
il lavoratore che al di fuori del territorio comunale usa la propria auto.
In tal caso parliamo di rimborso km.
• La legge non fa alcun riferimento all'abitazione del
dipendente, essa quindi non ha alcuna rilevanza. Questo
vuol dire che il tragitto casa-lavoro non si può considerare
trasferta, e quindi non va rimborsato né retribuito. Il rimborso km
va considerato per il tragitto sede aziendale-luogo della trasferta. il rimborso chilometrico: Si tratta di una somma che va calcolata secondo criteri
ben precisi, che contribuisce al costo del personale dipendente e che dovrai
inserire nella busta paga del lavoratore. Anche la tassazione di questo tipo di
indennità segue regole specifiche, sia per il lavoratore che per l’azienda. In questo
capitolo scoprirai tutto quello che c’è da sapere sul rimborso chilometrico:
quando e a chi spetta, come si calcola e quali sono le regole fiscali applicabili.
• Prima di tutto, vediamo a chi spetta il rimborso chilometrico:
• dipendenti;
• amministratori;
• soci;
• personale esterno legato all’azienda da contratti di collaborazione, anche
occasionale. • Come si calcola il rimborso chilometrico
• Passiamo ora alla questione più spinosa: come si fa a calcolare l’importo che spetta al
lavoratore come rimborso chilometrico?
Il primo strumento di cui hai bisogno sono le Tabelle ACI: le puoi consultare in Gazzetta
Ufficiale. (oppure sul sito dell’ACI)
Le Tabelle ACI sono organizzate per categorie: autoveicoli a gasolio in produzione,
autoveicoli a benzina in produzione, motocicli, autocaravan, etc. All'interno delle tabelle
viene stimato il costo km di ogni veicolo, identificato con: modello, marchio e serie.
La seconda cosa che devi procurarti sono alcune informazioni relative al veicolo utilizzato
dal tuo dipendente per la trasferta. Ecco quali:
• tipo di veicolo (auto o moto);
• modello e serie del veicolo;
• I km annui percorsi
• tipo di alimentazione (benzina, diesel, ibrida). • Come si calcola il rimborso chilometrico
• Ti consigliamo di predisporre un modulo apposito da far compilare ad ogni
dipendente/collaboratore che richieda il rimborso chilometrico, così da velocizzare il calcolo ed
evitare errori.
• Una volta in possesso dei dati relativi al veicolo, non dovrai far altro che trovare la riga
corrispondente nella tabella ACI: in quella stessa riga troverai anche indicato il costo chilometrico
corrispondente. A questo punto, il calcolo è semplice: ti basterà moltiplicare il costo chilometrico
indicato nella tabella per il numero di km dichiarati dal dipendente nel modulo di richiesta
dell’indennità. • Come si calcola il rimborso chilometrico
• Passiamo ora alla questione più spinosa: come si fa a calcolare l’importo che spetta al lavoratore
come rimborso chilometrico?
Il primo strumento di cui hai bisogno sono le Tabelle ACI 2022: le puoi consultare in Gazzetta
Ufficiale. (oppure sul sito dell’ACI)
Le Tabelle ACI sono organizzate per categorie: autoveicoli a gasolio in produzione, autoveicoli a
benzina in produzione, motocicli, autocaravan, etc. All'interno delle tabelle viene stimato il costo km
di ogni veicolo, identificato con: modello, marchio e serie.
La seconda cosa che devi procurarti sono alcune informazioni relative al veicolo utilizzato dal tuo
dipendente per la trasferta. Ecco quali:
• tipo di veicolo (auto o moto);
• modello e serie del veicolo;
• tipo di alimentazione (benzina, diesel, ibrida, ecc.).
• Ti consigliamo di predisporre un modulo apposito da far compilare ad ogni
dipendente/collaboratore che richieda il rimborso chilometrico, così da velocizzare il calcolo ed
evitare errori. • Facciamo un esempio.
• Mettiamo che un dipendente abbia percorso 50 km (tra andata
e ritorno) per una trasferta assegnatagli. La sua auto è una
ALFA ROMEO, 4C 1750, SPIDER, a benzina. Il relativo costo
chilometrico, indicato nella tabella ACI 2022, è pari a 0,9200
€/Km. Il rimborso che dovrai versare al dipendente è quindi 46 €
(ovvero 0,9200 € x 50 km). Anche le distanze km sono ricavabili
dal sito dell’ACI. aspetti fiscali
• Aspetti fiscali per azienda e lavoratori
• Una volta che avrai determinato il rimborso chilometrico che
spetta al tuo dipendente, dovrai versarlo nella busta paga.
• Alcune aziende effettuano ancora il rimborso spese, compreso
il km. In contanti.
• Attenzione però: a differenza della normale retribuzione, questo
tipo di pagamento è tassato in maniera diversa, sia per il
lavoratore, che per l’azienda. Vediamo come. • Rimborso chilometrico: tassazione per il lavoratore
• La tassazione per il lavoratore segue questi principi generali, dettati dalla Circolare del Ministero delle Finanze n. 326/E del 1997:
• per le trasferte all’interno del Comune in cui è situata la sede abituale di
lavoro, il rimborso chilometrico è tassato come il resto del reddito;
• per le trasferte extracomunali, il rimborso non è tassato purché sia stato calcolato secondo i coefficienti indicati nelle tabelle ACI;
• in ogni caso, non è necessario che il datore di lavoro rilasci
un’autorizzazione preventiva alla trasferta (anche se io la consiglio). In caso di controllo fiscale, sarà sufficiente esibire la documentazione fornita dal lavoratore e conservata dal datore di lavoro da cui risulti che il calcolo
del rimborso è avvenuto secondo i criteri indicati dalla legge (quelli di cui ti. • Rimborso chilometrico: limiti di deducibilità per l’azienda
• Dal punto di vista aziendale, il rimborso chilometrico rientra tra i costi
di impresa ed è, quindi, deducibile: si tratta cioè di una cifra non imponibile ai fini IRPEF e INPS.
• Attenzione però, ci sono dei limiti legati alla potenza dell’auto utilizzata per la trasferta, ovvero:
• 17 cavalli fiscali per i veicoli a benzina;
• 20 cavalli fiscali per veicoli a gasolio.
• Se l’auto utilizzata dal dipendente supera questi limiti, la deduzione