Critiche al capitalismo e visioni apocalittiche
1. Critiche al capitalismo
Il dibattito su Antropocene e Capitalocene nasce da una lunga tradizione di critiche al capitalismo sviluppate in diversi ambiti:
| Ambito | Critica principale | Periodo |
|---|---|---|
| Politico/filosofico | Critica marxista: analisi delle disuguaglianze e sfruttamento | XIX secolo |
| Sociologico/filosofico | Teoria critica / Scuola di Francoforte: riflessioni sul potere e la cultura | XX secolo |
| Sociologico/antropologico | Critica post-coloniale e globalizzazione: omologazione culturale e McDonaldizzazione | Anni ’90 |
2. Visioni apocalittiche
Le critiche si accompagnano a visioni apocalittiche che denunciano:
- Emigrazioni forzate e inurbamento: spostamenti di popolazioni verso centri urbani.
- Disuguaglianze sociali ed economiche: sfruttamento, violenze e guerre economiche.
- Spopolamento delle aree periferiche: abbandono e declino demografico.
- Depauperamento culturale e omologazione: perdita di diversità culturale.
- Impatto ambientale: degrado e crisi ecologica.
L’Antropocene/Capitalocene è visto come un periodo di crisi profonda, che mette a rischio la sopravvivenza umana e ambientale.
3. Strategie di sopravvivenza e resistenza
Per contrastare gli effetti negativi del capitalismo e dell’Antropocene, si sviluppano diverse risposte:
| Ambito | Movimento/Teoria | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| Economico/Sociologico | Movimento M.A.U.S.S. / Decrescita Felice | Critica alla crescita illimitata, promozione di modelli sostenibili |
| Culturale/Antropologico | Ibridazione culturale, glocalizzazione, resistenza culturale | Valorizzazione delle identità locali e delle controculture |
| Territoriale | Scuola dei Territorialisti/e | Riscoperta del territorio come base di identità e sostenibilità |
| Legislativo | Convenzioni Internazionali | Norme per la tutela ambientale e culturale |
4. Riscoperta del locale e movimenti identitari
La risposta alla crisi capitalistica e ambientale passa anche attraverso:
- Movimenti identitari e ritorno alla comunità: valorizzazione delle radici locali.
- Movimenti ambientalisti: difesa dell’ambiente e promozione della sostenibilità.
- Neoruralismo e Genuino Clandestino: ritorno a pratiche agricole e culturali tradizionali.
- Heritage Turn e Patrimonio Immateriale: tutela e valorizzazione del patrimonio culturale locale.
- Musei locali: strumenti di conservazione e diffusione della cultura territoriale.
La riterritorializzazione è vista come una strategia chiave per sopravvivere e rigenerare il mondo nell’era dell’Antropocene/Capitalocene.
Deterritorializzazione e riterritorializzazione: concetti fondamentali
1. Deterritorializzazione
- Definizione: progressiva perdita di rilevanza di un territorio per le attività e le relazioni umane, spesso accompagnata dall’abbandono fisico o simbolico di quel luogo.
- Origini concettuali:
- Filosofico-geografico (Deleuze-Guattari, 1972/1980, Capitalismo e schizofrenia).
- Antropologico (Appadurai, 2001, Modernità in polvere).
- Cause principali: flussi globali di persone, idee e prodotti culturali che generano identità globalizzate e deteriorano le relazioni coevolutive tra popolazioni e spazio.
- Conseguenze: perdita del legame tra comunità e territorio, urbanizzazione selvaggia e distruzione ambientale.
2. Riterritorializzazione
- Definizione: processo dinamico e negoziato di ricreazione di legami territoriali e risignificazione dello spazio in luogo, soprattutto da parte di migranti e gruppi sociali.
- Dimensioni:
- Strutturale: ricostruzione di legami territoriali e senso di appartenenza.
- Culturale: place making, ovvero la creazione di un senso del luogo; fenomeni di g-localizzazione (integrazione tra globale e locale).
- Progettuale: riscoperta del locale attraverso movimenti identitari, ritorno della comunità, revival culturali, neoruralismo, valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, ecomusei e progetti di rigenerazione territoriale.
- Esempi di pratiche:
- Movimenti identitari e neo-community quest.
- Heritage turn e valorizzazione del patrimonio immateriale.
- Musei locali ed ecomusei come strumenti di riappropriazione territoriale.
- Riferimento teorico: Alberto Magnaghi, Riterritorializzare il mondo (2013), che propone una prospettiva di ricerca e azione per contrastare l’urbanizzazione selvaggia e la distruzione del territorio.
3. Sintesi comparativa
| Concetto | Definizione sintetica | Cause principali | Effetti principali | Esempi/pratiche |
|---|---|---|---|---|
| Deterritorializzazione | Perdita di rilevanza e abbandono del territorio | Flussi globali di persone, idee, prodotti culturali | Deterioramento delle relazioni spazio-popolazione, urbanizzazione selvaggia | Identità globalizzate, distruzione ambientale |
| Riterritorializzazione | Ricreazione e risignificazione dei legami territoriali | Processi culturali e sociali locali | Riscoperta del locale, senso di luogo, rigenerazione territoriale | Movimenti identitari, ecomusei, heritage turn |
A ricordare: la deterritorializzazione rompe i legami tra popolazioni e territorio, mentre la riterritorializzazione li ricostruisce attraverso processi culturali, sociali e progettuali.
I tre grandi esodi della modernità e l'urbanizzazione globale
1. I tre grandi esodi della modernità
Gli esodi rappresentano le grandi migrazioni di popolazioni dalla campagna alla città, segnando fasi cruciali della trasformazione sociale ed economica moderna.
| Esodo | Periodo | Caratteristiche principali | Impatto sociale e territoriale |
|---|---|---|---|
| Primo esodo | Modernità iniziale | Abbandono del sistema feudale e della servitù della gleba; città come luogo di liberazione | Osmosi tra città e campagna; inizio della rottura con il sistema rurale tradizionale |
| Secondo esodo | Fine XIX secolo | Migrazione verso la civiltà industriale; lavoro salariato sostituisce il lavoro agricolo | Passaggio da società agricola a società di massa; liberazione dalla terra e dal territorio; in Europa, agricoltori scendono dal 80% a 4-10% della popolazione |
| Terzo esodo | Epoca contemporanea | Migrazione verso le megacittà globali; urbanizzazione planetaria | Deterritorializzazione e negazione della terra; post-urbano banalizza la città; rottura definitiva tra uomo e territorio |
2. Concetti chiave
- Città come luogo di liberazione: nel primo esodo, la città rappresenta la fuga dalla schiavitù feudale e dalla servitù della gleba.
- Lavoro salariato vs. lavoro agricolo: nel secondo esodo, la città fabbrica offre lavoro stabile rispetto all'incertezza del raccolto.
- Società di massa: la trasformazione da società rurale a industriale porta a una nuova organizzazione sociale e territoriale.
- Deterritorializzazione: nel terzo esodo, la relazione tradizionale tra uomo e terra si spezza, con la città che perde il suo significato originario.
- Megacities e urbanizzazione globale: fenomeno contemporaneo di concentrazione urbana su scala planetaria, con effetti sociali e ambientali profondi.
3. Implicazioni sociali ed economiche
- La migrazione dalle campagne alle città comporta la distruzione delle comunità locali e dei loro sistemi produttivi tradizionali.
- Le comunità rurali vengono sostituite da un sistema economico dominato dalle corporations e dalle loro strutture finanziarie complesse (holdings di holdings).
- Questo processo è accompagnato da una crescente alienazione territoriale e da una crisi ecologica globale.
À retenir : I tre grandi esodi della modernità segnano la progressiva rottura tra uomo e terra, dalla liberazione dalla servitù feudale fino alla deterritorializzazione globale contemporanea.
Il carattere catastrofico dell'urbanizzazione planetaria
1. Crescita della popolazione urbana
- La popolazione urbana cresce di circa 60 milioni di persone all’anno, soprattutto nei Paesi a medio reddito.
- L’Asia ospita metà della popolazione urbana mondiale e 66 delle 100 aree urbane in più rapida crescita (33 solo in Cina).
- Circa un terzo della popolazione urbana mondiale vive negli slums, con percentuali fino al 60% in Africa.
- L’incremento urbano maggiore avviene nelle città più piccole, non nelle megalopoli.
- Europa occidentale e Americhe sono quasi completamente urbanizzate.
2. Carattere catastrofico dell’urbanizzazione
| Aspetto | Descrizione |
|---|---|
| Consumo di suolo agricolo | 1,5 milioni di mq all’anno sottratti all’agricoltura, con perdita di terreni produttivi. |
| Popolazione emigrata | Persone che si trasferiscono dalle campagne alle città diventano consumatori, non più produttori di cibo. |
| Distruzione relazioni | Perdita delle connessioni fisiche, sociali, economiche e culturali tra comunità e territorio. |
| Slums | Un terzo della popolazione globale vive in condizioni di accampamento permanente, con povertà e marginalità. |
| Emissioni di CO2 | Il 70% delle emissioni globali deriva dall’urbanizzazione, non da industrie o estrazioni. |
| Sradicamento territoriale | Distruzione delle comunità locali e dei sistemi di produzione agricola tradizionali. |
L’urbanizzazione planetaria ha un carattere catastrofico perché distrugge i legami tra comunità e territorio, consuma risorse agricole e genera povertà e inquinamento su scala globale.
Il controesodo e la riterritorializzazione del mondo
1. Il controesodo e la riterritorializzazione del mondo
Controesodo: processo di ritorno al territorio che non è nostalgico, ma mira a ricostruire le basi materiali e sociali per una nuova civilizzazione basata su relazioni coevolutive tra insediamento umano e ambiente.
- Non è un ritorno al passato, ma un ritorno alle condizioni basilari di vita sulla Terra.
- Obiettivo: promuovere società locali solidali valorizzando i beni comuni patrimoniali (ambientali, insediativi, paesaggistici, socioculturali).
- Questo processo rifonda l’identità e gli stili di vita locali, favorendo relazioni federative e creando una base materiale e culturale per una ricchezza durevole, condivisa e sostenibile.
a) Beni comuni patrimoniali
Modelli socioeconomici basati sulla valorizzazione di:
| Tipologia di beni comuni patrimoniali | Funzione nel controesodo |
|---|---|
| Ambientali | Conservazione e gestione sostenibile dell’ambiente naturale |
| Insediativi | Riconfigurazione degli spazi abitativi in armonia con l’ambiente |
| Paesaggistici | Valorizzazione estetica e culturale del territorio |
| Socioculturali | Rafforzamento delle identità e delle relazioni sociali locali |
b) Mutazione antropologica e contesto globale
- La condizione urbana è diventata il destino prevalente dell’umanità.
- Gli spazi aperti sono percepiti come inospitali, in uno stato di abbandono, inselvatichimento e desertificazione.
- Questi spazi sono oggetto di sfruttamento da parte di grandi apparati tecnofinanziari, che mercificano beni naturali, ecosistemi e servizi ecosistemici.
Il controesodo rappresenta una risposta alla mercificazione e al degrado ambientale, puntando a rafforzare le società locali per ridurre la dipendenza dalle reti globali.
Processi locali di riterritorializzazione e patrimonio
1. Processi locali di riterritorializzazione
I processi di riterritorializzazione si basano sulla riscoperta del locale e sul rafforzamento delle identità territoriali come beni patrimoniali capaci di generare un nuovo valore territoriale. Questi processi mirano a contrastare la perdita di sovranità sui beni comuni, sottratta dall’economia corporatocentrica, e a promuovere un ritorno alla comunità e ai suoi valori.
a) Elementi chiave dei processi locali
- Riscoperta del locale e movimenti identitari: valorizzazione delle comunità e delle tradizioni locali (revival del folk).
- Neoruralismo e restanza: contrasto allo spopolamento attraverso la valorizzazione delle risorse rurali e locali.
- Heritage Turn: attenzione crescente verso i patrimoni collettivi, immateriali e bioculturali.
- Musei locali ed ecomusei: strumenti di conservazione e valorizzazione del patrimonio territoriale.
- Rigenerazione locale: processi di rinascita socioeconomica basati su risorse e identità locali.
2. Strategie di valorizzazione territoriale
| Obiettivo | Azioni principali |
|---|---|
| Autosostenibilità ambientale, sociale, culturale | Gestione integrata di acqua, cibo, salute, rifiuti, energia e ambienti di vita |
| Costruzione di aggregati socioeconomici | Creazione di reti tra cittadini-produttori, microimprese, artigianato, banche locali, imprese etiche |
| Rafforzamento delle filiere produttive | Valorizzazione delle peculiarità dei beni patrimoniali locali e promozione di scambi cooperativi |
| Autoinvestimento sociale | Mobilitazione delle energie latenti dei sistemi socioeconomici locali |
| Valorizzazione delle identità territoriali | Considerazione delle identità come beni patrimoniali capaci di generare valore territoriale |
A ricordare: La riterritorializzazione è un processo di restituzione della sovranità sui beni comuni alle comunità locali, opponendosi all’economia corporatocentrica che ne ha sottratto il controllo.
3. Patrimonio come leva di riterritorializzazione
- Il patrimonio collettivo (materiale e immateriale) diventa un elemento centrale per la costruzione di identità e per la rigenerazione territoriale.
- Il patrimonio bioculturale integra aspetti naturali e culturali, sottolineando l’interdipendenza tra ambiente e comunità.
- I musei locali e gli ecomusei sono spazi di conservazione e promozione del patrimonio, favorendo la partecipazione comunitaria e la valorizzazione delle risorse locali.
4. Sintesi
La riterritorializzazione locale si fonda su un ritorno alle radici territoriali, valorizzando patrimoni culturali e naturali come risorse per l’autosostenibilità e la rigenerazione socioeconomica. Essa implica la costruzione di reti socioeconomiche locali, la gestione condivisa dei beni comuni e la promozione di un nuovo valore territoriale basato sull’identità e sulla partecipazione comunitaria.